DOLOMITI: Notizie dal Fronte

Il Grande Carosello delle Dolomiti sta prendendo forma e grazie agli ingenti aiuti a livello Regionale e Nazionale si inizano a delinerare i primi schieramenti in campo. Cerchiamo di vederci chiaro, seppur non sia facile e le informazioni siano ancora estremamente frammentarie. Con l’assegnazione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 si rispolverano tutti i vecchi progetti oramai accontonati e gli impiantisti dolomitici ripartono immediatamente all’assalto delle aree montane rimaste ancora vergini con tre collegamenti sciistici per collegare Cortina ad Arabba ed Alleghe. Il primo ed il meno impattante è il collegamento Cortina – Cinque Torri, già presente sul Piano Neve del 2013 e già approvato con delibera Regionale. Sicuramente un collegamento necessario che ridurrebbe di molto il traffico stradale da Cortina a Passo Falzarego. Il secondo collegamento Passo Falzarego – Arabba è invece probabilmente il più impattante ed attraverserebbe l’area ZPS IT3230086 Col di Lana – Setsass – Cherz di enorme valore ambientale, storico e culturale. Il terzo collegamento attraverserebbe, anche questo, una area di grande pregio la ZPS3230017 Molte Pelmo – Mondeval – Formin. Questi due collegamenti erano già estati stralciati dal Piano Neve Regionale nel 2013 poiché la commissione di Valutazione Ambientale Strategica dell’epoca aveva dichiarato la loro incompatibilità con il D.M. 184/2007 ( detto Pegoraro Scanio) poiché: “la loro realizzazione avrebbe costituito una pressione ambientale tale da raggiungere livelli di insostenibilità”. E allora? Come si possono realizzare degli impianti insostenibili all’interno di aree identificate dichiarate a protezione speciale dalla direttiva comunitaria EU ? Innanzitutto si fa una legge. Il Consiglio dei Ministri approva il 13 febbraio scorso la Legge Olimpica 2026 il cui compito sarà quello di “agevolare e semplificare le procedure per la valutazione e l’approvazione dei progetti inerenti la manifestazione olimpica”. Per i meno addetti “agevolare e semplificare “ vuol dire spazzare via con una mano di spugna tutta quelle procedure che passando dalle valutazioni di impatto ambientale sino alla conferenza di servizi permettono un iter (seppur lungo) che tutela gli interessi delle comunità. Poi si costituisce una Società Per Azioni S.p.A. presieduta da un Commissario Speciale che gestirà la realizzazione delle circa 80 grandi opere da realizzare, di cui la metà in Veneto, su modello Mondiali Cortina 2021. Poi si costituiscono le società che beneficeranno degli ingenti finanziamenti pubblici rigorosamente a fondo perduto, ed il gioco è fatto! Ma chi sono gli imprenditori e le società che realizzeranno il Dolomiti No Car (uno dei tanti progetti strategici di Milano Cortina 2026 che così tanto ci sta a cuore? La Società costituita ad hoc è la Dolomiti Rete Srl il cui presidente è Mario Vascellari già Presidente della Società Tofana 2021 Srl a Cortina e della Società Funivie Marmolada Srl a Rocca Pietore. Il vicepresidente è il cortinese Stefano Illing già presidente del Consorzio Lagazuoi, Cinque Torri e Giau. Entrambi entrano a far parte della neonata società con la quota maggioritaria del 50% grazie alle società MIV srl e ISPA spa ed un investimento di 300.000€. Gli altri soci di minoranza sono Alleghe Funivie Spa, Lagazuoi Spa, Val di Zoldo Spa ed altri accorpati nel 16% restante. Se vuoi sapere qualcosa di più sul modus operandi delle Funivie Marmolada alla fine dell’articolo torna indietro e leggi : Ricominciamo dalla Marmolada! Nel caso in cui le amministrazioni chiedano informazioni oppure esprimano il desiderio di essere coinvolti nella fase progettuale che interesserà i loro territori qual’è la risposta dell’amministrazione centrale? In questo caso ci pensa l’Assessore Regionale per il Turismo Federico Caner,come racconta il Sindaco di Pieve di Livinallongo Leandro Grones: “ l’Assessore è disponibile ad un incontro a patto che si definiscano le modalità di implementazione ma che non venga messo in discussione il progetto che rimane di importanza strategica per la Regione Veneto!” Tutto ciò che abbiamo esposto sino ad ora è estremamente preoccupante perché lo schieramento è imponente e ben armato. Ma allora chi sono gli antagonisti? Chi c’è dall’altra parte? C’è qualcuno? https://www.radiopiu.net/wordpress/da-fodom-no-secco-al-collegamento-con-cortina-oltre-200-persone-per-la-nascita-del-comitato/ Da sempre contrari al progetto martedi 18 febbraio a Pieve di Livinalloongo nasce il comitato “Ju le màn de nosta tiera” con Presidente Denni Dorigo. Questo comitato cittadino si oppone alla realizzazione del collegamento Passo Falzarego – Arabba che attraverserebbe la Zona a Protezione Speciale Col di Lana – SettSass – Cherz IT3230086 per tre motivi fondamentali: 1) Contrari al principio per cui la popolazione locale non sia stata interpellata e la decisione sia stata presa dalla Regione assieme a degli imprenditori tutti esterni all’area dell’intervento; 2) Contrari dal punto di vista tecnico visto che si verrebbero a creare due piste a pendenza massima del 4% che nessun imprenditore andrebbe a realizzare se non per beneficiare degli ingenti finanziamento a fondo perduto stanziati dalla regione. 3) Contrari a deturpare un’area ZPS di enorme valore faunistico, floreale e geologico nonché di grande importanza culturale e storica. Il comitato sembra avere una parte importante dei cittadini del comune di Pieve di Livinallongo come aderenti ed il Sindaco si è immediatamente schierato in modo inequivocabile assieme ad essi. Progetto POD Protect Our Dolomites https://www.facebook.com/ProtectOurDolomites/ Un progetto ideato da Valerio Scarpa, guida alpina, laureato in scienze naturali, con una tesi dedicata al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, premiata, al tempo (1996) dalla Fondazione Angelini. Il progetto prevede di dare la possibilità alle persone di dire NO all'ipotesi di nuovi impianti di risalita in Dolomiti, specie in zone ad elevatissimo pregio ambientale, storico, antropologico come il Mondeval ed il Gruppo Col di Lana – Sief, firmando una cartolina disponibile in alcuni negozi dell’Agorino che aderiscono all’iniziativa come ELBEC Virtual Shop a Caprile (Alleghe), oppure aderendo alla pagina con l’ hastag #mettiamocilafaccia. Questa raccolte firme rappresenta un inizio, una prima presa di posizione in attesa di capire come convogliare le energie di quelli si oppongono al progetto ovunque essi siano. L’associazione Mountain Wilderness che fin da subito ha dimostrato la sua totale avversione ad un progetto che viene presentato come la soluzione sostenibile alla mobilità in Dolomiti quando invece non è altro che un’operazione finanziaria per permettere ad alcune società di acquisire liquidità beneficando di fondi a fondo perduto. Il CAI Veneto che nonostante abbia taciuto quando si trattava di prendere una posizione dura nei confronti della Fondazione Dolomiti UNESCO per il mancato raggiungimento degli obbiettivi prefissati, in questo caso ha immediatamente espresso un parere contrario alla costruzione di nuovi impianti in aree protette. Le singole persone che apprezzano e proteggono l’ambiente che questa volta non abbasseranno le braccia e faranno di tutto per impedire che l’interesse di pochi distrugga per sempre quelle poche aree protette che preservano per le generazioni future l’habitat dolomitico
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