Intervista con Alberto Rochi di Linea Intervista con Alberto Rochi di Linea

Intervista con Alberto Rochi di Linea

“Less turns, more speed” è la filosofia “minimal” di Alberto Ronchi e Filippo Menardi, artisti della neve. Intervista ai creatori di LINEA la web serie che spopola sui social
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“Less turns, more speed” è la filosofia “minimal” di Alberto Ronchi e Filippo Menardi, artisti della neve. Sì, perché disegnare precise linee nella neve fresca con la matita affilata dei propri sci e l’inchiostro della pendenza estrema è un’arte. Ancor più se lo sfondo sono i pendii stretti e la neve incontaminata delle nostre magnifiche Dolomiti. C’è l’amore per lo sport, c’è il rispetto per la natura, e c’è quel gusto per l’estremo che è il paradigma di una nuova estetica dello sci. Una scelta individuale che sarebbe un peccato non condividere. E infatti nel 2018 è nata “Linea”, la web serie che racconta con i suoi video mozzafiato l’arte italiana del freeski in Dolomiti. Infilandosi nei pendii dei Monti Pallidi, dai famosi canali Holzer e Vallencant ai più reconditi anfratti del Sella, Alberto percorre con il suo stile fluido e pulito i più impegnativi canali, dai 45 ai 55 gradi di pendenza, con il minimo di curve e, di conseguenza, alla massima velocità. Mentre Filippo, guida alpina e maestro di sci, svela il suo animo da regista e coglie gli attimi di queste imprese dall’alto del suo drone con tecnica e occhio estetico. Incredibile anche solo da immaginare, splendido da vedere. Ma non è solo la realizzazione di un sogno personale, Linea è piuttosto un manifesto, una filosofia e una certa visione della montagna. “Less turns, more speed è un claim per far capire in poche parole al pubblico parte della nostra filosofia” spiega Alberto Ronchi. “In realtà more speed non è un valore oggettivo sul quale basiamo la riuscita o meno di una discesa, è più che altro una conseguenza. Less turns invece rappresenta di più il nostro modus operandi, ovvero la ricerca per quanto possibile di seguire le curve naturali del pendio, o meglio del canale”. A che cosa può applicarsi, oltre che allo sci ripido? “Beh da piccolo imprenditore direi sicuramente alla burocrazia Italiana! Se invece parliamo di sport, posto che la maggior parte delle linee che scelgo sono discese a vista (ovvero senza che si veda la discesa né da sotto né attraverso il drone), le uniche informazioni raccolte riguardano le eventuali calate in corda doppia. Questo mi mette nella condizione di dover leggere il terreno soltanto nel momento in cui scendo, mettendo alla prova la mia capacità di reazione agli imprevisti. Per me questa è la più bella espressione dello sci, anche se non sempre è possibile farlo. Credo che l'arrampicata possa essere paragonabile, e lo dico più da figlio d'arte che da climber esperto”. Che visione avete della montagna? E in che modo Linea la esprime? “Per quanto mi riguarda, la montagna è un luogo dove puoi misurarti con te stesso, dove le scuse non esistono e dove la ricompensa che ricevi non ha prezzo. La nostra filosofia di sciata non esiste solo quando c’è un drone o una telecamera a riprenderlo. E’ uno stile che ci portiamo sempre addosso. Spesso capita di andare a fare delle discese da soli, senza occhi che giudichino. Potremmo tranquillamente scendere con il freno a mano tirato… ma no, condizioni meteo permettendo, quello è l’unico modo in cui concepiamo la discesa”. Com’è nata questa passione per il freeride? La passione per il freeride è nata da bambino, quando ci si allenava per le gare di slalom gigante ma aveva nevicato troppo e allora si andava fuori pista, ricordo bene che quelle giornate erano le più divertenti di tutte! Crescendo i video di sci d’oltre oceano hanno influito particolarmente sul nostro modo di vedere e affrontare i pendii. Ricordo che l’inizio stagione era dedicato alla visione dei nuovi video dei nostri “eroi” Candide Tovex, Tanner Hall …. Qual è stata la genesi della vostra amicizia e di questo progetto? Io e Filippo ci conoscevamo già di vista, lavorando entrambi a Cortina come maestri di sci. La collaborazione per questo progetto però è nata come spesso accade, per caso, dopo un’infinità di grappe in rifugio. E poi è nata anche l’amicizia. Come ci si sente quando si realizza un sogno? Eh difficile questa. Credo che nel momento in cui ci si prodiga per realizzare un sogno questo diventi un obiettivo e nel momento in cui lo si raggiunge… non c’è neanche il tempo per goderselo che già ci si concentra sull’obbiettivo successivo! Linea è una serie. Sono previste altre stagioni? Abbiamo iniziato quest’avventura nell’inverno 18/19, stagione epica, dove siamo riusciti a portare a casa parecchio materiale anche grazie alla neve che è caduta periodicamente sulle nostre Dolomiti. Lo scorso inverno siamo usciti con la seconda stagione. Ora stiamo girando la terza stagione che dovrebbe uscire a breve, salvo altri lockdown imprevisti. Altre idee per il futuro? Beh, fino a quando le ginocchia e la schiena lo permetteranno, sicuramente quello di continuare a sciare e scoprire linee nelle nostre magnifiche Dolomiti. Nelle prossime stagioni coinvolgeremo altri fortissimi rider nostrani, che condividono appieno la nostra filosofia di sci freeride. E dato che questa filosofia può essere applicata a vari sport, quindi vedremo in futuro dove ci porterà questo progetto. Devi ringraziare qualcuno? Ringraziamenti speciali ai miei compagni di scorribande Patrik de Michiel, Emanuele Lorenzini, Alberto Casaro, Filippo Menardi e al nostro editor Davide Bressan (Metal). Agli sponsor che contribuiscono con il loro supporto al nostro progetto : Volkl, Dalbello, Planks Clothing. E anche all’infinita pazienza della mia Giulietta.
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