Calze per l'ice climbing Calze per l'ice climbing

Calze per l'ice climbing

Perché le nostre calze per l'ice climbing sono le migliori. Leggi di più
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Le nostre calze ICE Climbing TECH sono state concepite per l'arrampicata su ghiaccio e misto

Dicembre – Marzo è il periodo dell’ice climbing per eccellenza e quando poi la neve tarda ad arrivare per molti (quelli che non amano le piste affollate e la neve artificiale) diventa la principale alternativa allo sci.

Per tutte quelle brutte persone che amano il ghiaccio, abbiamo ideato una calza estremamente calda e tecnica pensata proprio per questa attività!

@E. Andreozzi@E. Andreozzi
@A. Gabrieli@A. Gabrieli


Le criticità nell’arrampicata su ghiaccio è il fatto che ci si scalda e si suda durante l’arrampicata mentre ci si ghiaccia in sosta sia che si faccia sicura che si recuperi.

In caso di temperature molto basse o effetto windchill è importantissimo cambiare i guanti e coprirsi con un piumino in più durante le soste per evitare di raffreddarsi eccessivamente e riprendere con difficoltà l’arrampicata.

Per i piedi la situazione però è più complessa perché non è possibile aggiungere e togliere niente.

Le nostre calze ICE CLIMBING TECH hanno la particolarità di essere realizzate con un materiale che oltre ad essere veramente termico, ha la caratteristica (brevettata) di portare il sudore verso l’esterno della calza lasciando il piede asciutto ed evitando che si raffreddi ulteriormente.

Inoltre l’importante spessore della calza assicura un’ottima isolazione del piede e questo a nostro avviso è un ottimo compromesso con uno scarpone leggero e tecnico che privilegia la precisione della calzata ma che magari dal punto di vista termico non è proprio il massimo!

Ricordatevi però un punto essenziale da rispettare:

L'equilibrio è tutto! Le dita del piede devono potersi muovere all’interno dello scarpone e non bisogna cercare di comprimerle con calze eccessivamente spesse.

Scegliete uno scarpone che possa contenere calze spesse che ammortizzino le variazioni di volume del vostro piede.

Se il vostro scarpone è stretto allora meglio una calza sottile tipo TREKKING LIGHT TECH che lasci spazio alle dita e un minimo quantitativo d’aria che funga da isolante (l’aria ferma è un ottimo isolante). Se preferite una calza alta che arrivi sotto al ginocchio e sopra al polpaccio, allora meglio una calza mediamente leggera in Merino Funzionale Tecnico pensata per lo sci alpinismo ma ottima anche per il Misto e l'Alpinismo Tecnico come la SKIMO TECH

@F. Salvaterra, via Fonrouge, Patagonia@F. Salvaterra, via Fonrouge, Patagonia
@F. Sordini, via Paperoga, Civetta@F. Sordini, via Paperoga, Civetta

Perché abbiamo freddo alle dita dei piedi?

Il freddo alle punte dei piedi dipende da due fattori: raffreddamento locale e raffreddamento generale

Il raffreddamento locale si può vincere con scarpe e calze con buona termicità che isolino correttamente dal freddo e che mantengano il calore corporeo. Se interessato, puoi leggere i nostri consigli per evitare i piedi freddi.

Il raffreddamento generale si vince proteggendo l’area ascellare del busto, la testa e la fronte che sono i punti che maggiormente disperdono il calore corporeo.

Se il vostro corpo inizia a raffreddarsi a causa di un abbigliamento inadeguato i primi punti dove sentirete freddo saranno le estremità delle dita delle mani e dei piedi proprio a causa del rallentamento della circolazione che si concentrerà sugli organi vitali tralasciando le parti più periferiche.

Questo purtroppo avverrà anche con ottime scarpe ed ottime calze!

@M. Pavana@M. Pavana
@M. Pavana@M. Pavana
@M. Pavana@M. Pavana

RIASSUMENDO

Il problema del freddo in quota dipende da innumerevoli variabili e l’aspetto sicuramente più complesso da affrontare è l’alternarsi di attività motorie aerobiche ed anaerobiche con periodi di attesa e semi immobilità.

Noi crediamo di aver fatto del nostro meglio nel cercare di rispondere con una soluzione ottimale!



ndr
Portatevi sempre un thermos con del buon thè bollente che alle brutte, scaldare gli organi centrali come lo stomaco, riattiva immediatamente la circolazione periferica!




Autore
Federico Sordini
Federico Sordini
CEO ELBEC
ELBEC viene fondata nel 2015 da me, Federico Sordini, montanaro DOC (Di Origine Cittadina), architetto laureato a Parigi e specializzato in architettura sostenibile a Losanna. Collaboro con le principali organizzazioni non governative internazionali in progetti di emergenza, post urgenza e sviluppo che mi portano a stretto contatto con realtà complesse in Africa, Asia e Sud America. Ambientalista attivo, Alpinista di scarso livello, Amante della Montagna.
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