
Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Così scrive Dante nel XXVI canto dell’Inferno. Quello dove il sommo poeta incontra Ulisse, facendosi raccontare per filo e per segno la sua leggendaria avventura e le motivazioni che lo spinsero, di ritorno dalla guerra di Troia, ad esplorare l’ignoto piuttosto che rientrare subito a casa. La ragione è presto detta, nei versi appena citati: a spingerlo fu il desiderio di conoscere, di sapere, di avventurarsi.
Eppure il peccato di Ulisse, e la ragione per cui Dante lo colloca all’Inferno, è quello di aver trascinato nel suo folle desiderio i compagni che lo seguivano, mettendoli in pericolo per un capriccio. Per questo l’eroe greco finisce nel girone dei consiglieri di frode, coloro che danno suggerimenti sbagliati, spingendo gli altri a correre rischi che non si sarebbero mai assunti da soli.
Un girone in cui probabilmente finirebbero, se fossimo ancora nel 1321, anche Symon Welfringer, Matteo Della Bordella, Sylvan Schüpbach e Alex Gammeter.
foto archivio @s.welfringer
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foto archivio @s.welfringer«Forse è proprio in quel momento che il nome della via è arrivato ad avere un senso ancora più pieno – racconta Symon – ma la nostra odissea era ben lungi dal finire visto che sulla via di ritorno in kayak ci accorgemmo di trovarci molto in difficoltà con le scorte dei viveri». Per questo Symon, Matteo, Sylvan e Alex si sono visti costretti a farsi venire a prendere, dopo i primi 150 chilometri di pagaiate.
Complessivamente, la spedizione – l’Odissea – è durata 32 giorni. E forse il motivo per cui i nostri eroi non sarebbero mai finiti nell’Inferno dantesco è che nessuno di loro ha dovuto convincere l’altro a farsi trascinare in quest’avventura.
«Trovo che l’esprit de cordée sia una cosa fondamentale. – conclude Symon – La cordata, il gruppo, è sempre più importante dell’obiettivo che ti poni. Le relazioni che ho con le persone con cui parto per le mie spedizioni sono sempre caratterizzate da grande amicizia e stima: non siamo solo compagni una volta ogni tanto ma amici con cui condividere molto, anche nella vita quotidiana. Questo cambia anche il modo in cui vivi la tua vita quotidiana: le situazioni estreme ti costringono alla solidarietà, alla gentilezza e a fare tuoi i problemi dell’altro».
Allora forse sì: come diceva Dante, si tratta di spingere gli altri a correre rischi che non si sarebbero mai assunti da soli. Nella consapevolezza, però, che assumerseli insieme significa dimezzarne le fatiche e raddoppiarne le gioie.E, volta nostra poppa nel mattino, de' remi facemmo ali al folle volo.
n.d.r. Odissea Borealis è la nuova via di 1.200m, 35 tiri, 7B aperta sulla parete nordovest del Drøneren da S. Welfringer, M. della Bordella, S. Schüpbach e A. Gammeter. Symon Welfringer, vincitore del Pilet d'or, è Testimonial ELBEC dal lontano 2019 ed utilizza i nostri prodotti per l'alpinismo in lana merinos nelle sue imprese.
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